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Progettazione didattica: “Elmer: diversi e uguali”

Progettazione S.I.

Motivazione della scelta progettuale 
Il titolo scelto per la programmazione 2011/2012 è “Elmer: diversi e uguali”. Elmer è un elefantino, un personaggio fantastico che si accorge di essere l’unico multicolore in un mondo di elefanti grigi. Elmer, il nostro sfondo integratore, ci accompagnerà durante tutto l’anno scolastico per aiutare i bambini a cogliere la bellezza delle diversità come unicità di ciascuno di noi e perciò risorsa da condividere con gli altri attraverso relazioni autentiche. Questo progetto nasce dal desiderio di avvicinare gradualmente i bambini e le bambine alla differenza, alla novità, all’insolito attraverso una molteplicità di stimoli (esperienze, linguaggi, spazi, oggetti, libri, lingue, suoni, relazioni). Ogni bambino è “ricco”, portatore di potenzialità, di originalità, di storia e di memoria; è bambino attivo, costruttore delle proprie relazioni e conoscenze e necessita di un percorso che risponde ai bisogni dei bambini stessi (Indicazioni Nazionali 2004). Per crescere, per educarsi, è necessario incontrare qualcun altro, qualcuno con cui confrontarsi, qualcuno che ascolti e da ascoltare, capace di essere al contempo limite e risorsa stimolando così un dialogo serio, rispettoso, costruttivo. La scuola, in quanto comunità educante, si propone come luogo che offre occasioni di vita, di relazioni umane, di opportunità di crescita per il bambino, di percorsi che rispondano ai suoi bisogni, affiancando al compito “dell’insegnare ad apprendere” quello “dell’insegnare ad essere”. Nelle “ Indicazioni per il curricolo” (2007) per la scuola dell’infanzia viene ribadito il concetto della “ centralità del bambino”, della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità, fragilità nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Inoltre, nell’Atto d’indirizzo (2009), si sottolinea la corresponsabilità con la famiglia nel condividere modalità educative e chiedere un impegno a camminare insieme per essere cittadini capaci di relazioni positive con tutti. Avere uno sguardo interculturale significa lavorare con atteggiamento curioso, accogliente, aperto a tutto ciò che è diverso, divergente, nuovo e che a volte può farci paura… “riconoscere che non vi è un solo modo di pensare, che non vi è un solo modo di vestirsi, di mangiare, di amare….” (T.B. Jelloun)
Le insegnanti di Scuola dell’Infanzia


Pubblicazione del: 25-11-2011
nella Categoria Documenti Infanzia


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